venerdì 27 gennaio 2017

Mr. Ciak - And the Oscar Goes to: La La Land

Sognavo La La Land da un'estate, un autunno e un altro po'. Da quando ha aperto un festival nel clamore generale e qualche mese dopo, sulla scia degli applausi del pubblico pagante e dei kleenex stropicciati nascosti in tasca, è arrivato agli Oscar diventando un evento. Quattordici candidature complessive e quanta voglia, quella volta a fine agosto, di macinare chilometri e chilometri all'insegna di Venezia. Partire e andare, vederlo e tornare. Qualche chilometro l'ho fatto comunque anche per potermi sedere dove dicevo io, in una sala neanche particolarmente affollata, il primo giorno di programmazione. Ho espatriato, sperando ne valesse la pena. E accoccolato in poltrona, poco prima dell'inizio, mi sono chiesto: e metti che non è bello come hai letto? L'ho temuto, davvero. Per quella mezz'ora in macchina, il parcheggio fuori mano e un multisala trovato tra mille incertezze. Per mio padre che mi accompagnava in uno dei suoi rari giorni liberi. Lo stesso, d'altronde, aveva fatto suo padre con lui ai tempi di Un americano a Parigi e Sette spose per sette fratelli, riproposti in disordine nei cinema parrocchiali, quarant'anni fa. In famiglia, il musical ci ha sempre affascinato. Io l'ho scoperto con Moulin Rouge, una videocassetta pescata in un cestone del centro commerciale, e da allora l'ho identificato con l'armonia e con queste nostre piccole trasferte in auto. Pur essendo pigro; attirato più dai film di nicchia che dai fuochi d'artificio; intonato sì, ma con imperdonabili lacune anche in fatto di Macarena. Un'avvertenza, perciò. Questa è l'ennesima lode sperticata che leggerete. Se la ripetitività non vi giova, anzi, vi fa antipatia, passate con buona pace oltre. Vanno di moda la misantropia e il cinismo. Il rifiutarsi di salire sul carro vincente e, per partito preso, negarsi i fasti di La La Land. Chi non l'ha visto, in questi giorni, scriverà su Facebook che è noioso e sopravvalutato. Un cinema leggerissimo, glamour, colorato. E non va mica bene. Si sottindende che la commedia musicale, così come il jazz e i sentimenti, sia cosa fuori stagione. Ci si sbaglia. Il "mio" Miglior Film è quello popolare, che rivedrei subito daccapo. La festa a cui sono invitati gli appassionati e i passanti occasionali. Chi il piano sequenza non sa neppure cosa sia - lasciano a bocca aperta quelli di Chazelle, tra tip tap colti d'un fiato e ingorghi stradali che fanno tutta un'altra musica - e al Cinemascope, allo scintillio del Technicolor, non ci bada; in compenso, però, ama svanire nella magia di una storia e rimuginarci sopra sulla strada del ritorno. Quella di La La Land è elementare: un'aspirante attrice conosce un aspirante pianista. Lei prepara i caffè, lavorando alla stesura di un monologo che si preannuncia un fiasco; lui strimpella canzoni di Natale, piangendo la chiusura dei cinema d'essai e dei locali jazz. Come coniugare vita pubblica e vita privata? Al successo, premettere sempre l'amore? Ryan Gosling, bello e talentuoso in egual misura, ha imparato a suonare il pianoforte durante le riprese. Fischietta ritornelli che non scaccerai più dai pensieri, calza senza difetto le scarpe da ballo. Indispensabile e burbero principe azzurro, si muove alla spalle di un'inarrivabile Emma Stone. Interprete, al contrario del protagonista di Blue Valentine, che a volte mi piace e a volte no. Con quegli occhi grandi, con quel sorriso che le increspa tutto il viso, spesso esagera. Ma qui gli occhi passano da ridenti a colmi di lacrime in un attimo. Sul viso le scorrono tutte le espressioni, le smorfie, la meraviglia di questo mondo. Bellissima in blu, verde, giallo. Bravissima con i piedi ballerini e il falsetto, su uno scenario dai colori pastello. Soprattutto, con addosso una felpa col cappuccio lilla e alle spalle un anonimo sfondo nero. Quando canta con un filo di voce e un gruzzolo di speranze tutte rotte e, così facendo, compone un epitaffio per chi le ha lasciato in eredità questa stessa fame, questa stessa follia. Potrebbe mettercisi di mezzo la vita. A gamba tesa, disarmonica e scordinata com'è. Mia e Sebastian, amanti che hanno paura di perdersi e di svendersi, riusciranno a stare al passo? Le quattro stagioni dell'amore si affastellano su una panchina. Quel finale, etereo ma realistico, struggente, è un colpo al petto. Chazelle ammicca al passato – dalle sciantose di Grease ai tramonti di West Side Story, dalle giravolte di Cantando sotto la pioggia ai voli impossibili di Moulin Rouge - e nelle sue numerose strizzate d'occhio, in seno alle costellazioni, scrive la storia di due sognatori sopraffatti da una giungla d'asfalto. A proposito delle occasioni perse e ritrovate, di certi amori che sono stelle fisse o forse semplici meteore, del sogno di una zia parigina che fece un tuffo nella Senna e ne morì. Ci si prende per mano, si scappa. Il tunnel, per fortuna, sbuca su un dipinto di Monet in cui il tempo si è fermato. La La Land è quella bolla di sapone. Una campana di vetro, una dimensione dell'anima. Una fiaba postmoderna, acre, incastonata nella miracolosa cornice di un “se”. Il cinema che unisce e perdura. Quello con la lettera maiuscola. (9)

40 commenti:

  1. Splendida recensione, complimenti, mi hai fatto venire i brividi. Martedì lo vedrò anche io. Non vedo l'ora!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Patrisha!
      Ti ringrazio, penso proprio che farà breccia.

      Elimina
  2. Bellissimo il nuovo header del blog! Conto di vedere La La Land proprio stasera: le aspettative sono alte e, proprio come hai detto tu, lo è anche la paura di rimanere delusa. Tutte queste recensioni superpositive fanno ben sperare!
    Il video delle citazioni/omaggi, che ho intravisto proprio ieri su Facebook, sembra già rassicurante :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il difetto è che la storia, soprattutto nella prima metà, è cucita appositamente attorno ai numeri musicali. Tolti quelli, al contrario di un Moulin Rouge, non si reggerebbe in piedi. Ma è il cinema come fabbrica dei sogni che non si vedeva, sullo schermo, da anni e anni. E, che ci vuoi fare, non puoi che sognare. :)

      Elimina
  3. Speravo ti piacesse perché ho letto quanto l'hai atteso con ansia e quante aspettative ci riponevi. ;)
    Io non l'ho ancora visto, ma lo farò molto molto presto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Probabilmente, apprezzerò di più a una seconda visione (che non mancherà). Tra ragazzine scemette in sala e la fatica per arrivare a destinazione, non ero nelle condizioni ottimali. :)

      Elimina
  4. Che bella recensione! Anch'io ho grandi aspettative!La colonna sonora é già incisa nella mia mente, sebbene non ami particolarmente il jazz... Aiuto!
    Aspettavo per vederlo in versione originale, però...
    Che mi dici del doppiaggio? Funziona? Vado al primo spettacolo disponibile e me ne frego? XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma vai! Il doppiaggio non l'ho patito. :)
      E, come te, anch'io sapevo già tutte le canzoni come un disco, sì.

      Elimina
  5. Recensione super coinvolgente, che mi farebbe venire voglia di uscire subito per andarlo a vedere. Non sono una patita di musical, nonostante da adolescente abbia avuto una gran passione per Moulin Rouge (come non amarlo, d'altronde?), ma sono una patita di Emma Stone, che trovo la migliore in assoluto tra i nuovi volti di Hollywood (e mi è piaciuta sin da "Il batterista nudo"!). Quindi non me lo sarei perso, poi L'accoppiata con Gosling già si sa essere funzionante. Ma non avevo idea di cosa contenesse il film, e quanto mi hai fatto immaginare con questo post promette benissimo: sono controcorrente anche io, il cinismo lo lascio agli altri.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio, Julia! Il cinismo, spesso e volentieri, mi calza a pennello, ma in mezzo a queste favole qui tocca deporlo. La Stone la adoro da Easy Girl - ha una viso simpaticissimo, è bella in maniera non convenzionale, e mi fa fare tante risate -, però in Birdman, con il drammatico e le urla, non mi aveva fatto impazzire. Sarà che era colpa di quel film lì, perfetto ma troppo cerebrale, che non mi aveva fatto impazzire a suo volta? Penso proprio che ti piacerà, che il genere lo si apprezzi oppure no. C'è un appiglio per i romantici e i sognatori, di qualsiasi tipo siano.

      Elimina
  6. Magnifica recensione. Se avevo qualche dubbio me l'hai fugato! Andrò a vederlo a breve!

    RispondiElimina
  7. ne ho letto solo bene...mi sto quasi stufando di questo film...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se ti fai un giro su Cineblog01 & Company leggi tutti i commenti negativi che vuoi. Con orride K e abbreviazioni che non vedevo da minimo minimo dieci anni. Ma per chi fa il nostro lavoro - che poi lavoro non è, perché chi ci paga, chi ce lo fa fare - è impossibile non adorarne la passione. Le cose belle piacciono. Tutto il resto è in dubbio, ma questo no. :)

      Elimina
  8. È proprio bello come dicono allora: non vedo l'ora di vederlo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Decisamente!
      E io spero tanto, tanto di recuperare il primissimo film di Chazelle. Sempre musical, ma in b/n e minuscolo.

      Elimina
    2. Il primissimo film di Chazelle lo vidi al TorinoFilmFestival: siccome sono una bruttissima persona non mi aveva entusiasmato, qua ti riporto sinteticamente quello che avevo scritto all'epoca:

      Guy and Madeleine on a park bench
      Il film l’ho trovato abbastanza noioso, in un bianco e nero che, invece di essere affascinante come solo certi bianchi e neri sanno essere, risulta fastidioso, scuro e sgranato. A ulteriore conferma che io di cinema non capisco un beato cazzo, il film si è aggiudicato (ex-aequo con Crackie, che avrei voluto vedere ma mi tenni) il premio speciale della giuria. In breve (anche perché il film dura 80 minuti) fra una jam session e un balletto di tip tap ci sono Guy, trombettista, e Madeleine, aspirante precaria, che stanno assieme. Poi Guy un giorno in metropolitana conosce Elena e lascia Madeleine che va a New York e conosce Paul, ma poi Guy si rende conto che forse è ancora innamorato di Madeleine...

      Per La La Land farò uno sforzo, che il jazz mi scatena istinti omicidi dopo 5 minuti, e il musical è un genere che mal sopporto. Se non altro lo danno in v.o., almeno non sento la gente parlare con una voce e cantare con un'altra.

      Elimina
    3. Se non te ne esci pure tu con "ma perché cantano sempre?", ti voglio bene e non ti punisco facendoti guardare tre ore dell'ultimo Scorsese a forza. :)
      Anche a me dà fastidio il passaggio dall'inglese all'italiane, e viceversa, ma questo offriva il convento. Potevano fare di peggio: prendere la Marrone e Scanu e fargli doppiare TUUUTTE le canzoni.

      Elimina
  9. Wow. Che belle parole, quasi mi dispiace averne scritto in fretta e furia, ancora con il cuore spezzato e gli occhi sognanti uscita dalla sala... ma hai descritto alla perfezione come ci si sente poi, ragionandoci su, perchè potrebbe sembrare una storia banale, un musical come gli altri, ma non lo è per niente. È omaggio al cinema, è Cinema, è per noi sognatori.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille, Lisa. Non era frettolosa per niente, comunque, e al massimo ti rifarai lunedì. :)

      Elimina
  10. è strano, è veramente difficle trovare una rece negativa su questo film. Ripasso post visione...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Di "ufficiali" non penso che ne troverai. Gli addetti ai lavori, difficilmente non rimaranno colpiti. E' quel cinema vecchio stile - macchina dei sogni -, che c'era vagamente nell'ultimo film dei Coen, ma senza cuore.

      Elimina
  11. Gran bel pezzo.
    Spero che il film sia all'altezza. Davvero.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio, Ford.
      Sia tecnicamente che emotivamente è una bomba. Spero ti piaccia. ;)

      Elimina
  12. Ià facci un post su sul fatto che ti sei innamorato e perciò hai cambiato l'header in questo modo!
    (sono stata abbastanza brillante? Di sicuro ho mantenuto la parola :P )

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No.

      (Capirai tra diciotto, anzi diciassette anni, quando vedrai La La Land e Emma Stone sarà troppo in là con gli anni per il tip tac. :-D)

      Elimina
  13. Ottimo post!

    Dopo aver visto il film però, per ora posso solo dire che non è bello come tutti voi lasciavate immaginare...

    RispondiElimina
  14. Magistrali l'inizio e la fine, lei davvero perfetta, sia nei momenti glamour che in quelli più "intimi", in definitiva un bel film, anzi, bellissimo. Che però non è riuscito ad entrarmi nel cuore, ahimé, o a strapparmi la più piccola delle lacrime.

    RispondiElimina
  15. Se non ho pianto, come ho detto a Lisa, è perché con la gente in sala mi trattengo. Pare brutto, dài. :)
    Le lacrime, magari, me le conservo per la seconda visione. Non tanto per il finale - molto nelle mie corde, che io non sono per l'happy ending - ma per Emma Stone che canta Audition, canzone che mi è arrivata addosso come un treno.

    RispondiElimina
  16. Splendida recensione, come sempre.
    Ho adorato questo film che è la celebrazione dei Hollywood e dei suoi fasti ma è anche un incoraggiamento per tutti i pazzi e i sognatori.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, Alessandra!
      Soprattutto a noi lettori, che amiamo perderci, come può non piacere? :)

      Elimina
  17. Incantevole, adorabile, presto anche dalle mie parti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E se anche la sposa di Kill Bill si lascia ammaliare... :)

      Elimina
  18. Ne parlano tutti, anche questo devo cercare e vedere....!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E le cose di cui parlano tutti, purtroppo, hanno il difetto di venire a noia, ma a mio dire è davvero memorabile e necessario come scrivono. :)

      Elimina
  19. Uhh non avevo ancora visto che era finito in header ;)
    Anch'io l'ho amato, come sai, però il finale non l'ho trovato struggente. Solo giusto e comunque ricco di speranza, per quel racconto della zia che ridendo dice che lo rifarebbe di nuovo... anche per me il punto più emozionante :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il finale mi ha trovato scosso, all'uscita del cinema, ma anche per me è giustissimo e sospeso il giusto, con il senno di poi. Non amo quelli troppo netti, né quelli troppo lieti. Sono un po' così. :)

      Elimina
  20. Scrivi molto bene, bella recensione, lo devo assolutamente vedere!😊

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio, Vanessa!
      Fammi sapere. ;)

      Elimina