sabato 8 luglio 2017

Recensione: L'ultima notte al mondo, di Bianca Marconero

| L'ultima notte al mondo, Bianca Marconero. Newton Compton, € 5,90, pp. 448 |


Se un visitatore casuale facesse una ricerca per parole chiave, sul blog troverebbe una serie di recensioni che cominciano così. Non è facile parlare del lavoro di qualcuno che conosci. Bianca Marconero è la portabandiera di quei post. Un'autrice che però le rende facilissime, le recensioni. Tiene il conto dei miei esami; conosce il rumore esatto che facevano le mie infradito sui gradini, quando correvo per le scale con i quadri appena affissi all'uscita di scuola; si prende la briga di leggere a tempo perso cose mie e disegna cuoricini sui fogli corretti un po' per infastidirmi (sono un orso), un po' per farmi coraggio (sennò spengo la luce, mollo tutto e vado in letargo). Bianca c'è, e tanto basta per aspettarla ogni volta in libreria. La saga di Albion è purtroppo in fermo e dai cinefili imbranati della Prima cosa bella sono passati ormai due anni. Lo scorso settembre, su Facebook, ha annunciato che nel tempo impiegato da me per appaiare i calzini (ossia, una ventina di giorni buoni) si era data a un esperimento: una storia senza cavalieri o nerd, scritta con una certa canzone di Ferro in sottofondo e l'intenzione di autopubblicarla. La Newton Compton non se l'è fatta scappare. In attesa di darlo alle stampe, la Marconero non si è fermata un po', e io intanto sono qui, a metà dell'opera con l'abbinamento dei fantasmini. Il romanzo è la storia di un amore a scoppio ritardato. Lui lavora come operatore per un'emittente privata ed è tornato a Bologna dopo una bravata che gli ha rovinato la reputazione. Lei, al contrario, è benestante, ligia al dovere, innamorata ciecamente: il suo fidanzato storico, tre mesi fa, le ha suggerito una pausa di riflessione. La ragazza vuole essere indipendente, stupire chi l'ha sottovaluta: accetta, così, di alternare il praticantato alla conduzione di un programma TV. Sceneggia e la affianca proprio Marco. Che lei, per inciso, conosce e disprezza per finta sin dal liceo. Peccato che più o meno da allora, combattuto tra amicizia e tentazione, lui la ami in silenzio. Sceglieranno la loro reciproca compagnia, in un Capodanno sotto la neve?

Lei è la ragione per cui crederò sempre alle canzoni.

La stessa trama e una copertina identica, tra gli scaffali, non mi avrebbero attirato. Ho letto L'ultima notte al mondo perché l'ha scritto Bianca, e leggerla mi mancava. Sotto sotto, anche se un'autrice previdente e catastrofista mi aveva già avvertito, mi asperavo la sorpresa di un “ma”: non è il mio genere ma ho cambiato idea, cose così. I numerosi tira e molla, le sere nere e un'esagerata schiera di rivali, però, non mi hanno convinto particolarmente. La città è grande, ma si incrociano con poco vecchi amici, nuove coppie, scoop che minano gli equilibri dei protagonisti – due personaggi all'inseguimento delle loro aspirazioni, che a volte mi sono parsi troppo adulti (il chiodo fisso di sistemarsi alla loro età), altre troppo infantili (il machismo a sprazzi dell'uno, il piede in due scarpe dell'altra). A volte le esigenze di una trama che si complica troppo e vira altrove, nel finale, hanno la meglio su sentimenti già non semplici di per sé. Bianca sta nell'autoironia di fondo, nell'attenzione verso il lavoro del protagonista maschile (per deformazione professionale, infatti, ha un noto occhio di riguardo per i Marco e i backstage), le Vespe scorazzanti all'ombra dei colli. L'ho ritrovata con piacere più nelle poche pagine della novella in coda, l'emozionante Ed ero contentissimo, che nelle precedenti trecento: flashback su un'adolescenza fraintesa, su un'amicizia che ad Amsterdam poteva diventare qualcos'altro, che riassume gli anni del liceo utilizzando le cinque tappe dell'elaborazione del lutto. Senza uno di quei miracolosi colpi di scena a cui mi ha tanto abituato, dunque, L'ultima notte al mondo resta lontano dalla mia comfort zone, ma non è una spiacevole compagnia con cui fare le ore piccole. Loquace, divertente, ficcanaso. Il buona la prima di un'autrice che non dispiace mai e che, allo squillo del citofono, mi farà sempre e comunque mettere in pausa il romanzo che avevo in lettura. Anche se più prevedibile, addolcita, di rosa vestita: come dettano la gioventù, il romance, l'estate. Fiducioso, B., aspetto il cambio di stagione.
Il mio voto: ★★★
Il mio consiglio musicale: Tiziano Ferro – L'ultima notte al mondo

10 commenti:

  1. Io sono in pensiero per i tuoi calzini, non scherzo. la vicenda mi strazia, ma so che troverai la forza di farcela <3 ( <--- è un cuore). Per il resto, ci vestiamo di rosa ancora per un po', ma vespe e bici ce le metto. Promesso.

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    1. Vespe e bici, e mettici anche qualche personaggio con l'alluce valgo, per favore. Sai che ci speravo. La gente bella, bleah!

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  2. E' il primo parere non troppo entusiasta che leggo e un po' mi demoralizza perché questo genere raramente mi conquista del tutto, però insomma, lo ha scritto Bianca e lo leggiamo comunque! Speriamo bene :D

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    1. A chi apprezza new adult e dintorni, Giusy, piace molto e non può che farmi piacere. Onestamente, nonostante Bianca resti bravissima, non l'ho trovato proprio l'eccezione alla regola. Mi dirai. ;)

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  3. Bella recensione, come sempre!

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  4. Ma il libro l'ha scritto tutto con 'sta canzone di Tiziano Ferro in sottofondo?
    Certo che dev'essere stato un periodo proprio triste, per lei...
    Il prossimo libro se lo scrive ascoltando Adele in loop al confronto sarà una botta di vita. :)

    Il libro mi sembra lontano, lontanissimo anche dalla mia comfort zone. Quindi mi sa che lo passo...

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    1. Ah, Adele m'ispira proprio belle storie e voglia di suicidio, effettivamente!

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  5. Beh io lo leggerei volentieri. Ogni tanto questo tipo di libri/storie le alterno ai famosi "mattoni" 😁😛
    mi segno il titolo, attratta anche dal fatto che si citi Tiziano, che non mi dispiace affatto 😉
    Buon fine settimana

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    1. Ah, dopo Furore, te lo meriti un libro così. Approvo!

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